International Masters du Livre d'art ............Exposition internationale de livres d'artistes .......... Gurubù Art contemporain à Rome, en collaboration avec Mimu et Poga Poga studio .

 

Editeurs : Gabi Minedi, Patrizio Maria ….............................................

Collaboratrice : Francesco Marino …..................................................

Rapporteur et critique: Patrizio Maria avec l'intervention de Ruggero Maggi …............................................

 

Enregistrement de Soundriver Art et Artistes......................................................

 

Artistes : Fernando Aguiar, Lorenza Angenica, Andreina Argiolas, Tiziana Baracchi, Calogero Barba, Rodia Bayginot, Claudio Bellino, Luisa Bergamini, Francis Blanchemanche, Giovanni Bonanno, Anna Boschi, Cristina Braido, Rossana Bucci, Alfonso Caccavale, Momo Calascibetta, Angela Caporaso, Lamberto Caravita, Marisa Casaburi, Alberto Casiraghy, Patrizia Cerella, Bruno Chiarlone Debenedetti, Monica Ciabattini, Carmela Corsitto, Eleonora Cumer, Eric Demelis, Giovanna Donnarumma, Bruno Donzelli, Cinzia Farina, Gretel Fehr, Luc Fierens, Aurelio Fort, Tom Gal, Ivo Galassi, Delio Gennai, Ippolito Gennaro, Lillo Giuliana, Mario Lagos, Francesca La Pignola, Thierry Lambert, Ettore Le Donné, Hugues Leroy, Adrian Lis, Oronzo Liuzzi, Ruggero Maggi, Pascal Marcel, Patrizio Maria, Gabi Minedi, Virginia Milici, Carlo Oberti, Alexey Parygin, Franco Panella, Giancarlo Pavanello, Platania Noël, Michele Principato Trosso, Pino Procopio, Antonio Sassu, Anna Maria Scocozza, Dana Sikorska, Fulgor Silvi, Grue ppo Sinestetico, Lucia Spagnuolo, Stefano Turrini, Gianni Verna, Valeria Vian, Giovanna Vinciguerra. …..............................................

 

Sponsors: Ville de Rome, Région du Latium. 

 

Hey ho, let's go, ci vuole la ribellione! Un mantra, un legame, una ferita condivisa, le cicatrici come case rotte, spazzatura che offende la superficialità intellettuale dettata da una moda vuota e corrotta. La spilla che lega, punge, disinfetta e mantiene i pezzi del cuore dato in pasto alla vita. La voglia di ballare, come una tribù spray, veloce e rivoluzionaria. Il mosh, equilibri diversi per una gabbia fatta di cielo e cantine. Ehi, devi muoverti amico, ho degli insetti dentro le scarpe, devo muovermi con il sapore di chi vuole festeggiare il passato che diventa futuro. Bombe colorate di igiene mentale, una sala d'attesa snervante fatta di cuoio e pelle, chiodi, in una vecchia stazione ferroviaria mentre urinavo su un cartello politico ho visto I Ramones, pettinati dal vento e sconvolti dalla normalità. I bambini succhiano la mandorla amara, rara, il neon di un lurido pub dove la birra non vale che un bacio. La schiuma è bianca come il mare inquinato dai critici crociati persi tra le penne brillanti. Mamma sono un figlio di punk, di fuoco e tarocchi, mentre la notte toccava le tette alla luna. Poga, poga, muovi il culo e balla, mentre il no rivoluzionario delle ginocchia rimane in piedi su un triangolo sicuro. Il supermarket ed il latte scaduto, seduto mi lecco le dita di una vita sporca mangiata due volte. Mi vesto di rosa e mi tingo i capelli di blu, mentre calpesto con punte di ferro le foglie cadute dagli occhi. Calpesto ascoltando in silenzio il rumore di questa città, collego la spina in un foro dentro al cemento e sento ferite, sento il tormento di una società fatta di ferro e bulloni messi per caso, nessuna garanzia e con grandi garze fascio e stringo le dita su un'altra bugia. Salvarsi dagli sconti invernali, dai pupazzi che solo la neve può darci, la cassiera che balla, il barbiere con lamette martella la stessa malata canzone, la guerra a colori è iniziata. La guerra dei no dormiva su un'altra serranda abbassata. La spilla mi cuce i ricordi e getta colori sul muro, le scritte e riviste strappate che stanno in un posto sicuro, lontano dal cuore, lontano da tutto, vicino nel mondo, ficcato in quel posto. Poga, poga, suona, rompi ed urla, la metropoli che balla. Artisti uniti da una spilla, da una punta, da una macchia che si perde nelle vene di un varietà avariato, visto da tanti punti di vista, visto e percosso come un fiore strappato, un tatuaggio, un piercing, un morso, che guarisce un mondo malato. Il Soundriver Recording studio di Roma, sarà incontro e registratore di queste anime perse, sparse, lucide, dentro ad un inconscio senso di liberazione verso tutto quello che gira in orario. Il fiume porta, nasconde e trascina, come il sangue nelle vene, come una barca appoggiata sul mare, come le scarpe rotte di un bambino che spingono uno skate pieno di emozioni. Siamo gatti neri, dentro inutili pensieri...

 

Patrizio Maria

 

Revue de presse :